Morti alla vita, viviamo alla morte.

Da questo non luogo, dove attutiti giungono i rumori le brame le violenze dei vivi, come parole i nostri pensieri inviamo al deserto mondo. Di più non possiamo: condannati senza appello, anzi senza giudizio, non possiamo che meditare il passato e immaginare il futuro.

Grave colpa fu la nostra di fare invece di tramare. Chiedemmo aiuto, e dai puri l’avemmo; da altri promesse, ma furono i chiodi del nostro sepolcro.

La nostra memoria priva di difesa e orfana di verità, siamo noi chiamati a custodire: non l’onore l’impone, ma la coscienza che non muore di una funzione resa vacante da coscienze morenti.

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